5. Pechino cosa vedere

Indicare cosa vedere a Pechino non è facile dato che si tratta della città cinese con il numero maggiore di attrazioni. Nel programmare un itinerario quindi occorre dedicare un numero adeguato di giorni.

Arrivo a Pechino

Da Xi’An con il treno veloce (1.216 km in 4 ore e 20 minuti con una precisione assoluta degli orari) si arriva a Pechino alla stazione Beijing West.

Hotel scelto in pieno centro a due passi dalla via pedonale Wangfujing, che di fatto è una delle vie principali dello struscio di Pechino con i negozi più importanti.

L’albergo individuato, Sunworld Hotel Wangfujing, è stato scelto perché rientrava nel budget, per la posizione centrale e perché vicino a due importanti linee della metro (5 e 8).

Per chi ha pochi bagagli dalla Beijing West Station si può utilizzare la metro per raggiungere l’hotel.

Si prende la linea 7 gialla dal capolinea di Beijing West Railway Station in 8 fermate si arriva a Ciqikou e da lì si cambia linea prendendo la linea 5 viola in tre fermate si raggiunge Dengshikou.

Da questa stazione circa 500 metri a piedi e si raggiunge l’albergo.

Per chi ha i bagagli un po’ più ingombranti e pesanti consiglio assolutamente Didi.

Questo perché le stazioni della metro di Pechino, in molti casi (contrariamente a Shanghai e Xi’An), non hanno le scale mobili o in salita o in discesa.

Pechino non ha la tessera giornaliera della metro.

Da poco tempo (purtroppo dopo la mia visita) sono stati aggiornati tutti i gate delle 490 stazioni della metro ed ora si possono usare le tessere contacless di MasterCard e Visa che possono essere utilizzate come i codici QR che usano i cinesi.

Sicuramente Pechino è la città dove ci sono più attrazioni in Cina, forse per girarla bene non basterebbero 10 giorni, provo a dare qualche indicazioni per me che rimanevo circa 5 giorni.

Tempio dei Lama 雍和宮, 雍和宫

Dall’albergo si percorrono circa 500 metri per raggiungere la fermata della metro linea 5 viola Dengshikou ed in tre fermate si arriva alla stazione Yonghegong Lama Temple, uscita F poi 400 metri a piedi verso sud lungo la Yonghegong Dajie.

Si tratta del tempio buddista tibetano più importante che esiste fuori dal Tibet, ed è uno dei luoghi di culto più importanti di Pechino.

Al suo interno una serie di edifici ai quali si accede da diversi portici e una pluralità di statue di Budda, tra cui quella di legno più grande del mondo.

All’interno della mastodontica struttura si visitano:

  • il Palazzo dei Re Celesti;
  • il Palazzo dell’Eterna Armonia (Yonghegong);
  • il Palazzo dell’Eterna Benedizione;
  • la Sala della Ruota della Legge;
  • la Sala delle Diecimila felicità. 

Proprio in questa ultima sala è presente la statua in legno di sandalo alta 26 metri.

la statua in legno di 26 metri

Nel cortile tra i suddetti edifici distribuiscono gratuitamente delle bacchette di incenso. I fedeli collocano le bacchette negli enormi diffusori presenti che producono un odore molto penetrante.

L’ingresso costa 25 yuan, ma per me era compreso nella tariffa della guida.

Tempio di Confucio 孔廟和國子監博物馆 

Nelle immediate vicinanze (300 metri) c’è il tempio di Confucio con il biglietto di ingresso che consente la visita anche del collegio imperiale

Il Tempio di Confucio a Pechino è il secondo più grande tempio confuciano di tutta la Cina, dopo quello nella città natale di Confucio a Qufu. 

All’interno centinaia di stele di pietra con i nomi di tutti i candidati vincitori degli esami per la burocrazia imperiale (51.264 persone).

Purtroppo nel periodo della mia visita era in ristrutturazione.

Comunque il costo del biglietto è di 30 yuan. 

La fermata della metro è sempre Yonghegong (Lama Temple), uscita G poi a piedi direzione sud lungo la Yonghegong Street e poi verso ovest lungo la Guozijian Street fino all’ingresso del tempio.

Torre del tamburo 鼓楼  Torre della campana 钟楼

Per arrivare alle torri (che sono una di fronte all’altra) con la metro ci sono due opzioni:

  • prendere la metro linea 8 e scendere alla stazione Shichahai Station. Si prende l’uscita A2 ed in cinque minuti verso nord si arriva alle torri;
  • prendere la linea 2 della metro e scendere alla stazione Guloudajie Station. Si prende l’uscita G e camminando 10 minuti verso sud si arriva alle torri.

Nella Torre del tamburo all’interno erano ospitati 24 grandi tamburi che diffondevano lo scoccare delle ore.

Attualmente ne è rimasto solo uno al secondo piano e in caso di visita all’interno della torre, dall’alto c’è un discreto panorama sulla torre della campana e sugli Hutong sottostanti.

torre del tamburo

A pochi passi dalla Torre del Tamburo c’è la Torre della Campana (la visita alle due torri è a pagamento e si può fare un biglietto cumulativo).

torre della campana

Anche questo edificio è su due piani ed il nome dell’edificio è legato alla campana ospitata al secondo piano.

Si tratta della campana più grande e pesante della Cina (alta circa 7 metri e con un peso di 63 tonnellate che quando suonava si poteva sentire fino a 20 km di distanza.

C’è la possibilità di visitarle all’interno dove ci sono anche degli spettacoli, ma noi non lo abbiamo fatto. Siamo tornati di sera per vederle illuminate, ma devo dire che quelle di Xi’An sono molto più scenografiche di notte.

Lo spazio fra le due torri è pedonale e frequentemente troverete gruppi di cinesi di tutte le età e di entrambi i sessi a giocare al gioco del volano con i piedi. Gioco in cui risultano particolarmente abili.

Hutong

Cosa sono gli Hutong

Percorrendo un breve tratto a piedi ci si può dirigere verso la zona degli Hutong.

Di fatto sono dei piccoli vicoli che danno un’idea dello stile di vita del passato in questa città ed hanno un fascino particolare per i turisti.

Anche per questo molti sono una vera e propria attrazione turistica nei quali sono presenti oltre ad abitazioni tradizionali, anche qualche negozio e ristorante dove gustare menu tipicamente cinesi.

Noi il giro degli Hutong lo abbiamo fatto con la guida e ne abbiamo girati diversi tra cui uno di nome Mopanyuan Hutong (il nome è rimasto impresso in una foto).

In realtà non importa quale Hutong visitiate perché comunque sono molto simili tra loro. 

Visitarlo con una guida ti consente di poter conoscere la vera natura di queste zone della città vecchia e notare molti particolari che da soli rimarrebbero ignorati.

La passeggiata negli Hutong è piacevole, ma sinceramente mi aspettavo di più dai resoconti di altri viaggiatori. 

Sono zone che in gran parte sono scomparse per lasciare spazio a costruzioni più moderne. Fortunatamente attualmente molte aree sono state inserite tra quelle storiche e culturalmente protette dalle autorità locali di Pechino.

Chi abita negli Hutong

Negli Hutong ci diceva la guida ormai rimangono solo gli anziani che fanno fatica a lasciare la casa dove sono cresciuti. I giovani cercano altre soluzioni perché non è proprio comodissimo vivere negli Hutong.

Molte case non hanno il bagno e per questo sono frequenti dei bagni pubblici nella zona. Le abitazioni non sono coibentate e non hanno un sistema di riscaldamento adeguato. Le vie sono strette e si fa fatica a transitare con le automobili.

La gente degli Hutong non ha piacere che la gente cerchi di curiosare dentro le loro case.

Il rispetto per chi ci vive lo abbiamo notato anche nell’atteggiamento della guida che durante la visita in questa area ha abbassato di molto il volume della propria voce.

Mendun

All’ingresso di alcune case trovate delle pietre scolpite sui lati in basso chiamate “mendun”.

In base alla forma si poteva ricavare quale ero lo status sociale del proprietario:

  • le pietre a forma di leone indicavano la presenza di una famiglia legata alla casa imperiale;
  • quelle tonde a forma di tamburo stavano a significare che la casa era in uso ad un militare;
  • quelle a forma di parallelepipedo come un libro manifestavano che la casa di proprietà di un funzionario.

Attualmente la gran parte sono riproduzioni e si trovano per la quasi totalità pietre a forma di tamburo.

Mendum a forma di tamburo

Nelle vie strette sono parcheggiate diverse autovetture che hanno degli artigianali copri ruota. La guida ci ha spiegato che sono per evitare i bisognini dei cani che nella tradizione popolare portano iella.

Olympic Sports Center 

L’Olympic Sports Center si trova nella zona nord di Pechino e ci si arriva con la linea 8 della metro verde scendendo all’omonima fermata.

Edifici emblematici

Costruito per i giochi olimpici del 2008 ha degli edifici assolutamente emblematici: 

  • Lo Stadio Nazionale 北京國家體育場 è stato costruito allo scopo di portare nuova vita in questa parte della città anche dopo i Giochi Olimpici del 2008. “Bird’s Nest” è il nome che i cinesi hanno dato allo stadio dato che la struttura ricorda proprio un nido d’uccello. Sembra una struttura spaziale nella quale facciate, scale, struttura della ciotola e tetto sono integrati. Per resistere alle intemperie gli spazi dello stadio sono pieni di membrane traslucide di (etilene tetrafluoroetilene), che dovrebbero avere lo stesso effetto dei materiali riempitivi che gli uccelli usano per il riempimento degli spazi tra i ramoscelli intrecciati dei loro nidi. Al soffitto c’è un rivestimento con una membrana acustica in grado da riflettere il suono all’interno dello stadio per garantire un’adeguata atmosfera nel corso delle competizioni sportive;
lo stadio nazionale
  • Il Centro Acquatico Nazionale (Water Cube), adiacente allo stadio nazionale. Nei giochi Olimpici fu utilizzato per le gare di nuoto ed è qui che il nuotatore americano Michael Phelps vinse otto medaglie. La struttura con le bolle non ha solo una rilevanza estetica, ma serve anche a garantire un migliore microclima all’interno. Attualmente è stato riconvertito in parco acquatico per le famiglie;
Water cube
  • La grande fiaccola olimpica.
la fiaccola olimpica

Orario migliore per la visita

L’orario migliore per la visita è quello serale.

Gli edifici illuminati hanno un fascino del tutto particolare.

Non va anche sottovalutato che se volete fare la visita allo stadio è meglio programmarla con le temperature serali.

Nella visita allo stadio si sale anche sulla sommità con dei percorsi attrezzati che consentono di godere un eccellente panorama sulla zona circostante.

il percorso sulla sommità dello stadio

La visita della struttura costa 50 Yuan e consente:

  • di vedere da vicino i dettagli architettonici
  • di girare per i locali utilizzati per i giochi olimpici, la zona vip;
  • di sedersi sulle tribune (purtroppo nello stadio stavano lavorando per smontare la struttura di un grande concerto che c’era stato);
  • di fare il percorso nella sommità dello stadio con panorami davvero molto belli sul Water Cube e sulla zona circostante.

La zona non è adatta a chi soffre di vertigini per le altezze impressionanti che si raggiungono.

Dopo aver fatto una faticaccia sul percorso sulla sommità o ne fate un’altra scendendo tutti i gradini fino in basso, o fate una discreta fila sull’unico ascensore che funziona in discesa.

Città Proibita 紫禁城  Piazza Tienanmen 天安门广场

Prenotazioni

Noi abbiamo fatto una visita guidata prenotata con Giuseppe Feng che ha pensato per noi a fare le prenotazioni e prendere i biglietti. 

Molti sono spaventati per le modalità di prenotazione dell’ingresso al sito non proprio comodissime e per i frequenti sold out. 

Nel periodo della mia visita ho avuto modo di notare che in biglietteria sono molto tolleranti con i turisti occidentali.

Il turista riusciva a fare il biglietto anche senza prenotazione.

Per chi va senza prenotazione con il passaporto straniero riporto, tratto da un post di Massimo Merati nel gruppo facebook Cina fai da te una mappa con le indicazioni da seguire. Bisogna accedere alla zona ingresso partendo dalla porta est

Seguendo la mappa non dovete entrare nella porta est ma seguire il percorso pedonale esterno al palazzo che segue il fossato-canale (percorso rosso). Si accede nella

Entrerete nella zona centrale attraverso un porticato e vedrete subito a sinistra dal lato opposto la zona biglietteria con 4 sportelli e relative mini-file parallele. Basta pagare e mostrare passaporto ed avrete biglietto, che consiste nell’ “attivazione” del vostro passaporto. Attraverso il percorso blu si entra all’interno.

Con i cittadini cinesi questa disponibilità non c’è e senza prenotazione non riescono assolutamente ad entrare. 

Certo non posso assicurare che questa tolleranza duri sempre e che rimanga possibile acquistare i titoli di accesso in biglietteria senza prenotazione.

Per chi vuole andare sul sicuro:

In alternativa si possono usare i servizi di portali come Viator o GetYuorGuide, ma sono più costosi.

Ora c’è una novità particolarmente interessante per i turisti, prima occorrevano i biglietti per la città proibita ed una separata prenotazione per entrare in piazza Tienanmen.

Ora se hai un biglietto per la città proibita (ma anche il Museo Nazionale della Cina) puoi visitare Piazza Tiananmen lo stesso giorno senza necessità di alcuna prenotazione extra.

Come arrivare e controlli

Ci sono anche fermate della metro vicino alla piazza, ma noi dal nostro hotel abbiamo preferito andare a piedi con una camminata di poco più di trenta minuti.

Il vero problema per accedere alla Piazza Tienanmen sono il livello, il numero e la minuziosità dei controlli di polizia da fare. Ci sono diversi check point dove ti controllano documenti ed i contenuti delle borse. Accendini e articoli taglienti vengono immediatamente sequestrati.

Piazza Tienanmen

Arrivati alla Piazza Tienanmen è necessario fare un giro per la piazza prima di entrare nella città proibita perché il deflusso avviene da un’altra parte.

la bandiera su Piazza Tienanmen presidiata dai militari

Il colpo d’occhio sulla piazza è spettacolare. Il dettaglio particolare che ho notato e che c’è anche una strada dove transitano le auto che però non hanno diritto a fermarsi. Si tratta della piazza più importante della Cina ed una delle più grandi al mondo (è lunga circa 880 metri e larga 500).

Un momento particolare per visitarla sarebbe alla mattina presto per l’alzabandiera ed al tramonto per l’ammainabandiera. Dopo l’ammainabandiera la piazza viene chiusa.

Nel mio caso sono stato fortunato ed ho beccato il momento del cambio della guardia. Certo non sono da invidiare i militari che sono di guardia con quelle temperature senza poter fare il minimo movimento. La guardia è composta da un militare per ogni forza armata dell’esercito cinese.

il cambio della guardia

Nella piazza si trova il Museo Nazionale Cinese ed il gran Palazzo del Popolo (sede del governo).

Al centro della piazza c’è un obelisco di 38 metri e il Mausoleo di Mao Tse Tung dove si trova il corpo imbalsamato del leader comunista che ha fondato la Repubblica Popolare Cinese.

Città proibita

A seguire, insieme ad un fiume impressionante di turisti cinesi, siamo entrati nella città proibita.

La città proibita è stata per circa 500 anni la residenza degli Imperatori della Cina.

Il nome è dovuto al fatto che nella città proibita potevano abitare l’imperatore, l’imperatrice, le concubine e le loro guardie personali che erano uomini castrati chiamati eunuchi. 

La Città Proibita è inserita tra i Patrimoni Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

l’interno della città proibita

Il palazzo imperiale, nell’antica cultura tradizionale cinese, era considerato come il luogo che ospita il Dio del Cielo. 

Costruita e decorata seguendo la simbologia della cultura tradizionale cinese il complesso che forma la Città Proibita di Pechino è formata da 90 tra palazzi e cortili per un totale di 980 edifici, oltre agli stupendi giardini tra i quali il magnifico Giardino Imperiale al quale si accede dalla Porta della Tranquillità Terrestre.

I tetti della città proibita sono gialli, il colore dell’imperatore. Nessun altro palazzo di Pechino poteva utilizzare quel colore.

il colore giallo sui tetti utilizzabile solo nei palazzi dell’imperatore

Tutta la struttura esprimeva la distanza e l’inaccessibilità dell’imperatore. Le aree accessibili dai funzionari erano molto limitate ed alla sera dovevano comunque tornare nelle proprie abitazioni al di fuori del perimetro.

In occidente le residenze dei monarchi si sviluppano verso l’alto.

In Cina la città proibita si estende in orizzontale con una serie di passaggi che diventavano sempre più inaccessibili. Visto che lo sviluppo non è in verticale, ma in orizzontale gli spazi della città proibita sono impressionanti.

Guida parlante italiano

Con la guida abbiamo:

  • potuto scoprire quale porta era utilizzabile dal solo imperatore;
  • come venivano scelte le concubine;
  • il ruolo dell’imperatrice;
  • come hanno trasportato all’interno il mastodontico monolito di marmo lungo 16,57 metri, largo 3,07 e spesso 1,7 metri del peso di circa 250 tonnellate;
  • come funzionava il servizio antincendio;
  • come era la vita di corte;
  • una serie di altri dettagli che hanno reso la visita sicuramente interessante.
monolito di marmo

Inaccessibilità degli edifici interni

Il problema di base, comune a molti altri luoghi turistici cinesi, è che non è consentito visitare gli edifici all’interno. Capisco che non sia agevole disciplinare all’interno di spazi limitati un così grande numero di visitatori, ma almeno potrebbe essere utilizzata un’adeguata illuminazione per poter avere un’idea degli interni dai pochi spazi di osservazione in corrispondenza delle porte.

La visita quindi è possibile solo all’esterno dei tre palazzi che si trovano andando dal secondo cortile verso nord: Palazzo della Suprema Armonia, Palazzo della Perfetta Armonia e Palazzo dell’Armonia Protettrice. 

Prima di uscire si attraversa il Giardino Imperiale dove si trova un po’ di refrigerio anche nelle giornate più calde.

Tempio del cielo 天壇

Per arrivare con la metro si prende la linea 5 fino alla stazione di Tiāntán dōngmén 天坛东门 (chiamata anche Temple of Heaven West Gate) si prende l’uscita A1, e con una breve camminata vi troverete davanti alla porta est del parco.

Qinian Dian

Il tempio del cielo è uno dei più mirabili esempi di architettura a carattere religioso in Cina.

Il tempio si trova al centro di un grande parco frequentato dai cinesi che all’interno praticano arti marziali, danzano o semplicemente fanno attività fisica. Per questo motivo ci sono due biglietti, uno che da diritto ad entrare nel parco (in realtà ci diceva la guida che i cinesi per questo ingresso hanno una sorta di abbonamento) ed uno per andare nella zona del tempio.

gli animali mitologici che si trovano sui tetti dei templi ed anche nella città proibita

La costruzione del tempio ebbe inizio nel 1406 e fu realizzato in 14 anni per consentire all’imperatore durante il solstizio invernale, nella sua qualità di figlio del cielo, di pregare, fare sacrifici per un buon raccolto e presentare al Cielo gli eventi dell’anno trascorso.

La cerimonia era preceduta da un imponente corteo imperiale che il giorno prima portava l’imperatore dalla città proibita al tempio. 

Il tempio aperto al pubblico dal 1918 è stato dichiarato nel 1987 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

Tutti gli edifici all’interno hanno una disposizione ben precisa che segue l’antica concezione dell’universo, riflettendo il legame dell’imperatore con il Cielo e con la Terra. 

Gli edifici sono:

  • Qinian Dian (Tempio delle Preghiere per il Buon Raccolto), Si tratta dell’edificio più fotografato e quello più rappresentativo. È di forma circolare di colore azzurro e simboleggia il Cielo;
  • L’altare circolare. Sotto il profilo religioso è l’edificio più importante del sito perché è quello dove l’imperatore realizzava i propri sacrifici. Proprio per la sua importanza tutta l’architettura di questo altare è basata sul numero 9 nove che nella cosmologia cinese rappresenta il Cielo e che rappresenta il drago cinese che a sua volta simboleggia l’imperatore. Tutto è costruito sul numero 9 e sui suoi multipli dai pilastri alle pietre che rivestono le pareti;
  • Volta Imperiale del Cielo: si trova a poche centinaia di metri dall’Altare Circolare ed è un complesso di tre edifici dove venivano conservata le tavole degli Dei e gli oggetti sacri che venivano utilizzati nella cerimonia, L’edificio di colore rosso ha un tetto blu, colore che simboleggia il cielo;
  • Salone dell’Astinenza: L’edificio in cui l’imperatore passava la notte precedente ai rituali è una piccola riproduzione della città proibita.

Il tempio del cielo è una meta imperdibile in un viaggio nella capitale cinese.

Noi siamo andati con la visita guidata

Il Palazzo d’Estate 颐和园

Altro sito imperdibile a Pechino è il Palazzo d’estate o “Yiheyuan”. È considerato il giardino imperiale meglio conservato al mondo e veniva utilizzato dalla famiglia imperiale durante le torride estati della capitale. 

lago Kunming

Il primo imperatore della dinastia Jin costruì il palazzo sulla collina della longevità e le successive dinastie implementarono il sito con altre costruzioni e la realizzazione di spazi verdi

L’Imperatrice vedova Cixi, nota per le proprie stravaganze, cattiverie ed eccessi, lo utilizzò come propria residenza.

Originariamente il sito non era come lo vediamo oggi, il lago Kunming è artificiale ed anche molte colline sono state appositamente realizzate.

La presenza del lago e la possibilità di prendere un’imbarcazione rendono consigliabile la visita in primavera, tarda estate ed autunno. In inverno le temperature sono rigidissime ed il lago è ghiacciato.

le barche sul lago

Anche questo sito è patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. 

All’interno si trovano: la Sala della Benevolenza e della Longevità; il Giardino della Virtù e dell’Armonia con un palco in legno che è considerato il più grande e meglio conservato di tutta la Cina; il corridoio lungo una galleria lignea lungolago decorata con 17.000 pitture.

Per arrivare con la metro occorre percorrere un bel tratto con la linea 4 (cercate di sedervi) e scendere alla stazione Beigongmen (北宫门) da dove con una bella passeggiata si raggiunge l’ingresso nord del Palazzo d’Estate. 

Noi siamo andati con la visita guidata.

Galaxy Soho 银河 SOHO

Nel quartiere di Sanlitun la destinazione principale per gli amanti dell’architettura moderna è il Galaxy Soho. 

Galaxy Soho

Per arrivare con la metro si prende la linea 2 o 6 fino Chaoyangmen dove si prende l’uscita G e con pochi minuti a piedi si è Galaxy Soho.

Galaxy Soho è il nuovo edificio multifunzionale progettato da Zaha Hadid ed è il risultato di una composizione fluida di cinque volumi continui, separati o collegati attraverso ponti sottili. 

I quattro volumi asimmetrici di altezze diverse (fino ad un massimo di 67 metri), seppur separati e distinti, si fondono proprio attraverso un sistema di ponti sospesi. La struttura è imponente ma con l’utilizzo di vetro, acciaio ed alluminio ha consentito ad Hadid di dare dinamismo e fluidità all’intero complesso nello stile proprio dell’architetta irachena, naturalizzata britannica.

La struttura ospita uffici e locali commerciali, ma è proprio il suo stile unico senza angoli e particolarmente fluido ad essere interessante anche per chi non ama in particolare l’architettura moderna.

SCICHAHAI E GULOU STREET

Se volete un consiglio su dove fare un giretto la sera a Pechino una delle prime opzioni che mi viene in mente è quella della zona di Shichahai con i suoi laghetti e gli Hutong nelle vicinanze.

La zona di Shichahai include tutti alcuni laghi: 后海 Houhai, il più conosciuto; il 前海 Qianhai lago anteriore; 后海 Houhai il lago “posteriore”; più a nord-ovest ancora c’è il piccolo 西海 Xihai, lago occidentale.

Shichahai

Non molto distante anche la zona di Gulou street è piacevole per una passeggiata serale.

Gulou street

In realtà nella zona di Scichahai sono andato diverse volte anche di giorno in un caso con la guida con una piacevole passeggiata dalla Città Proibita attraverso il Parco Jingshan.

La zona è molto vivace in tutte le ore del giorno e della notte.

Attualmente c’è un enorme drago illuminato che costeggia il laghetto dove si possono noleggiare delle imbarcazioni (pedalò) per fare un giretto davvero piacevole soprattutto di sera quando le temperature diventano ideali anche per fare una pedalata.

il drago

Il giretto in pedalò me lo sono fatto al costo di 600 Yuan (pagamento con WeChat e conseguente commissione di 18 Yuan). Nella cifra era comprensiva la caparra di 432,60 Yuan che mi è stata restituita quando ho riportato il pedalò al suo posto.

giro serale in barca

Shichahai si trova nel centro di Pechino, vicino anche alle torri della campana e del tamburo. Per arrivare c’è la stazione della metropolitana, Shichahai, sulla linea 8, ma può essere raggiunta anche da Gulou Street (Guloudajie) sulle linee 2 e 8.

Giro serale per i mercati

La sera alcune volte abbiamo fatto il giro dei mercati. 

Wangfujing Dajie

Il primo dei mercati serali da visitare è proprio quello vicino al nostro hotel sulla Wangfujing Dajie è la più importante via pedonale di Pechino. Non esiste più il mercato esclusivamente alimentare dove si cucinavano pietanze decisamente ostiche per noi occidentali: ragni neri, cavallette, millepiedi, stelle marine, serpenti alla griglia e altre stranezze del genere. Nel periodo della mia visita c’erano una serie di casette tipo mercatini natalizi occidentali con artigianato e prodotti tipici.

Wangfujing Dajie 

Mercati della seta e delle perle

Altri mercati particolari sono quello della seta e quello delle perle

La guida ci consigliava la visita al secondo, ma noi abbiamo scelto il primo perché aveva un orario di chiusura posticipato.

Mercato della seta

Il mercato della seta si trova proprio in corrispondenza della fermata della metro di Yong’anli sulla linea 1 rossa. Da Dengshikou Station una fermata e si arriva alla stazione di Dongdan si prende la linea rossa ed in due fermate siete arrivati.

In realtà tutto è meno che un mercato della seta e non si tratta di un mercato come si potrebbe pensare, ma di un grande centro commerciale a più piani.

In diversi piani si trovano negozi di abbigliamento e di pelletteria tradizionali, salendo si trova un piano dove sono concentrati piccoli negozi che vendono imitazioni di marchi importanti e veri e propri falsi.

Non sono particolarmente attratto da questi prodotti, ma un giro per curiosare si può fare. Chi è attratto deve sapere che mercanteggiare è un obbligo perché il prezzo reale del prodotto può essere di 10 volte inferiore a quello inizialmente proposto dal venditore.

Si trova di tutto, dalle scarpe all’abbigliamento sportivo, dalle borse ai portafogli, dai cellulari alle macchine fotografiche, dai souvenir agli articoli in seta o simil seta. Se non riuscite a contrattare non è un posto dove fare acquisti.

Ho trovato anche un negozio che vendeva tè cinese a detta del negoziante in parte di loro produzione.

Anche qui bisogna contrattare, non esagerando come nel lato dei fake e comunque sarà il negoziante a far capire il livello massimo di contrattazione accettabile per lui. Sarebbe opportuno comunque avere un’idea dei prezzi tramite una preliminare consultazione della rete. Il negoziante ci ha fatto assaggiare alcune specialità ed alla fine abbiamo comprato un bel po’ di prodotti anche con un bellissimo confezionamento.

Mercato delle perle

In realtà siamo anche andati al mercato delle perle, ma solo per uno spuntino in pausa pranzo con la guida.

Strada Qianmen

Ulteriore via dello shopping e della ristorazione serale e Strada Qianmen (in cinese: 前门大街). Si tratta di una via pedonale lunga oltre 800 metri che ha molti secoli di storia dato che durante la dinastia Qing era piena di negozi di carni, di tessuti e di gioielli. Attualmente ha soprattutto una valenza turistica ed è il punto di ritrovo notturno dei giovani pechinesi. Nella via anche diversi ristoranti dove gustare le prelibatezze locali come l’anatra laccata (anche se è consigliabile recarsi in vie meno turistiche dove c’è una maggiore attenzione per il cliente). Nella via per soli fini turistici sono ancora in funzione due vagoni del Dangdang Che, il tram che può ospitare meno di 90 persone alla volta. Per arrivare a questa strada tramite metro il percorso è linea 5 da Dengshikou Station fino a Chongwenmen due fermate, poi linea 2 blu ed una fermata fino a Qianmen.

Qianmen

Vita notturna

Per consigliare gli amanti della vita notturna ho preso riferimento dai suggerimenti di Alessandro Can che vive in Cina e pubblica sempre post interessanti sul gruppo facebook Cina fai da te che risulta imprenscidibile per chi vuole andare in autonomia in Cina (e non lo dico perchè mi hanno fatto moderatore del gruppo, ma perchè è realmente così).

Io che sono diversamente giovane non cercavo la vita notturna, ma per gli interessanti fornisco le indicazioni di Alessandro:

  • 三里屯工体 Sānlǐtùn Gōngtǐ, il “vecchio” (costruito nel 50 ma completamente rinnovato di recente) Stadio dei Lavoratori a Sanlitun, e tutta l’area adiacente;
  • 太古里 Tàigǔlǐ, meglio nota agli stranieri come Sanlitun Villagesull’area della vecchia “bar street” di Sanlitun;
  • 五道口 Wǔdàokǒu, area di studenti in mezzo a famose università, nel distretto di 海淀 Hǎidiàn;
  • 百子湾 Bǎiziwān, nel distretto di 朝阳 Cháo yáng;
  • 望京 Wàngjīng, un tempo “korea town” di Pechino, nell’angolo nord-occidentale di Cháoyáng;
  • 西兴龙街 Xīxìnglóng Jiē, non lontana da Qianmen, distretto di 东城 Dōngchéng;
  • 阜成门 Fùchéngmén, nel distretto di 西城 Xīchéng;
  • 西直门/动物园 Xīzhímén/ Zoo di Pechino;
  • 中关村 Zhōngguāncūn Zona famosa anche per l’elettronica;
  • 隆福寺 Lóngfúsì, tra 东四 Dōngsì e 中国美术馆 Zhōngguó Měishùguǎn, il Museo d’Arte della Cina, distretto di Dōngchéng;
  • 地安门 Dì’ānmén nel distretto di Xīchéng, non lontano da 后海 Hòuhǎi;
  • 东直门 Dōngzhímén, a cavallo tra Cháoyáng e Dōngchéng, soprattutto 东直门内大街Dōngzhímén Nèidàjiē, il Viale Interno di Dōngzhímén, meglio nota come 簋街 Gǔi Jiē (spesso anche 鬼街 Gǔi jiē, scritta con l’omofono carattere per “spettri” o “demoni”);
  • 安定门 Āndìngmén, nel distretto di Dōngchéng;
  • 南锣鼓巷 Nánluógǔ Xiàng e il suo più giovane e distinto “cugino” 北锣鼓巷 Běiluógǔ Xiàng, ma anche 鼓楼东大街 Gǔlóu Dōngdàjiē che li separa;
  • 盛华屯夜市 Shènghuátùn Yèshì, il “mercato notturno di Shènghuátùn n3l distretto di Cháoyáng;
  • 后海酒吧街 Hòuhǎi Jiǔbajiē, la via dei bar di Hòuhǎi, vicino agli omonimi laghi a 什刹海 Shíchàhǎi;

Pubblicato da luplaytravel

Appassionato di viaggi, li organizzo dai tempi del liceo dove dedicavo molto tempo a preparare le gite scolastiche. Boomer per classe di età, ho la passione per i viaggi, meno per la creazione e gestione di un sito. Però la scelta di questo blog non è per trarci un guadagno, ma solo per condividere esperienze di viaggio che possano essere utili ad altre persone. Il blog è aperto a tutti, importante che abbiano la stessa filosofia: aiutare altri viaggiatori senza alcun rendiconto personale.