5. Terzo giorno a Bangkok: Ayutthaya

AYUTTHAYA

Il terzo giorno è dedicato alla visita dell’antica capitale del SIAM: AYUTTHAYA.

Come arrivare

Si può andare in autonomia in treno, bus o minivan. L’opzione più economica è il treno che parte dalla stazione ferroviaria di Hualamphong di Bangkok. Il viaggio ha una durata di poco più di due ore, ma spesso i treni accumulano ritardi anche sensibili in Thailandia.

Il treno ha diverse classi, la seconda classe ha posti a sedere e aria condizionata, la terza costa decisamente di meno ma non si ha il posto garantito.

Arrivati nella vecchia capitale del SIAM si pone il problema di come visitare i diversi siti e ci sono diverse opzioni: la più economica è la bicicletta riservata ai più avventurosi visto il caldo umido del posto, altrimenti ci sono i tuk tuk con i quali concordare l’intero giro.

Guida in italiano

A me piace usufruire dei servizi di guida in italiano. Quando posso lo faccio in ogni parte del mondo.

Opzione scelta 

Ho scelto i servidi di Guida Turistica Italiana di Bangkok. Ha una propria pagina facebook e risponde velocemente alle vostre richieste su messenger. La pagina facebook è la seguente: https://www.facebook.com/groups/1638980573202701/user/100063756631818.

Al prezzo di 2.750 bath a persona si ha il prelievo direttamente nel proprio hotel con un minivan, la visita ai Templi di WatChai Mongkhol, Wat Phanan Choeng, Wat Maha That, e per finire il tempio Wat Chai Wattanaram, raggiunto con un tour in barca.

Partenza alle 7,30-8,30 e rientro a Bangkok intorno alle 17,30-18,30.

Per anni ho viaggiato in completa autonomia, ora invece apprezzo la visita con una guida, in special modo se parla la nostra lingua.

Andando in autonomia a mio parere la visita diventa più frettolosa, mentre con la guida si riescono a cogliere dei particolari che da soli sarebbero sfuggiti.

Però mi rendo conto che la questione è soggettiva e che comunque andare con una guida incide non poco sul budget.

Pro e contro

Pro e contro dell’escursione con Guida Turistica Italiana di Bangkok.

Tra i pro sicuramente la comodità, ti prendono in hotel e giri con un minivan molto comodo che ti accompagna in ogni sito e poi ti riporta indietro.

La nostra guida Kitti si è rilevata competente, simpatica e ci ha aiutato anche per altre esigenze. Il pranzo non è incluso nel prezzo però la guida sa dove andare e ti porta in un ristorante dove si mangia molto bene a prezzi davvero contenuti.

Per i contro il fatto che l’ingresso ai tempi si paghi in autonomia. 

Gli ingressi costano poco (Wat Chai Mongkhol 20 thb -Wat Phanan Choeng 20 thb -Wat Chai Wattanaram 50 thb -Wat Maha That 50 thb), ma se ci pensasse direttamente la guida non sarebbe male. 

Forse il lato più negativo è che nel mese di agosto si fa un tour condiviso con altri italiani che sono alloggiati in diversi hotel di Bangkok.

Nel mio caso fortunatamente il mio albergo si trovava in posizione ideale per prendere la strada ad alto scorrimento per andare ad AYUTTHAYA per cui sono stato l’ultimo a salire all’andata ed il primo a scendere al ritorno, ma tenuto conto del caotico traffico cittadino, il rischio di rimanere imbottigliato e perdere un sacco di tempo nel girare tra i diversi hotel è un rischio abbastanza concreto.

Comunque è un servizio che mi sentirei di consigliare a che cerca un’escursione da fare in comodità con una guida in italiano.

Wat Yai Chai Mongkhon

Situato a sud-est dell’isola storica di Ayutthaya, fuori dalle mura cittadine, vicino alla strada principale per Bangkok.

È tuttora un tempio attivo, con monaci residenti e un forte culto popolare

Il tempio risale al 1357 d.C., durante il regno di Re U-Thong (Ramathibodi I), il fondatore del Regno di Ayutthaya.

In origine si chiamava Wat Pa Kaeo (“Tempio del boschetto di cristallo”).

Il nome attuale, Wat Yai Chai Mongkhon (“Grande Tempio della Vittoria Auspiciosa”), fu conferito più tardi dal re Naresuan il Grande (fine XVI secolo), dopo una vittoria militare contro i birmani.

Il grande Chedi (Phra Chedi Chaimongkhon) è l’elemento centrale e simbolo del tempio e rappresenta il Monte Meru, asse cosmico dell’universo buddhista.

il grande Chedi

È stato costruito nel 1592 per commemorare la vittoria di Re Naresuan.

Il Chedi è alto circa 62 metri. Le scale centrali, che ricordano il cammino verso l’illuminazione, portano ad una terrazza panoramica da cui si ha una vista spettacolare sul complesso e sulle file di statue di Buddha.

Altra struttura presente il Viharn (sala d’immagine), proprio al chedi principale.

Il Viharn ospita un grande Buddha seduto in posizione Maravichai (vittoria su Mara).

L’Ubosot (sala delle ordinazioni), piccolo edificio con linee semplici, è tuttora utilizzato per cerimonie monastiche.

Il chedi principale è circondato da una terrazza rettangolare fiancheggiata da decine di statue del Buddha sedute, tutte rivestite di stoffe color zafferano. Questo colonnato di immagini crea una geometria perfetta e solenne, molto fotografata.o stop alle nuove edificazioni per preservare il sito nel suo aspetto originale.

Wat Phanan Choeng 

Il tempio risale al 1324 d.C., quindi 26 anni prima della fondazione ufficiale del Regno di Ayutthaya (1350).

Questo luogo di culto è legato ad una leggenda che, come tale, non ha riscontri in documenti ufficiali. Un sovrano U Thong aveva richiesto in sposa una delle figlie dell’imperatore cinese.

In seguito alla risposta positiva la principessa arrivò ad Ayutthaya dopo un lungo viaggio.

Sul posto non trovò però il sovrano ad attenderla e dopo aver atteso per diversi giorni il ritorno dello stesso, distrutta dal dolore e dalla vergona, si suicidò.

Il sovrano, per onorare l’anima della principessa, fece edificare il tempio nel luogo in cui la stessa venne cremata.

Il sito comprende tre strutture principali:  Viharn, Ubosot e piccolo Santuario Cinese.

La Viharn principale custodisce un’imponente statua in bronzo alta 19 metri: Phra Chao Phanan Choeng. La statua rappresenta il Buddha nella tipica postura del Bhumisparsha Mudra ovvero il”gesto del toccare la terra”. La statua in mattoni e stucco e ricoperta d’oro.

Nella religione buddista questo rappresenta il momento dell’illuminazione del Buddha, quando chiamò la Terra a testimone della sua verità e della sua vittoria sulle tentazioni del demone Mara.

Nella Ubosot (che è anche la sala dell’ordinazione e l’edificio più importante sotto il profilo religioso) sono custodite tre statue del Buddha, due delle quali risalenti al 1357.

Anche in questo caso, durante le operazioni di restauro nel 1963, è capitato che una parte del rivestimento si staccò rivelando l’assoluta preziosità dei manufatti.

Tre statue di cui una interamente in oro (alta 190 cm), la seconda con una lega di oro, argento e rame (alta 228 cm) e la terza laminata in oro (alta 256 cm).

le statue in oro

Il sito sacro ha evidenti influenze cinesi, fortemente visibili nelle decorazioni e nel tipo di offerte portate dai devoti sino-thailandesi.

Wat Chaiwatthanaram 

Il Wat Chaiwatthanaram è uno dei templi più iconici di Ayutthaya.

Il complesso religioso è situato lungo il corso del Chao Phraya e per questo ha richiesto negli ultimi anni dei lavori di consolidamento degli argini per evitare i danni dell’esondazione del fiume.

il sito più iconico della vecchia capitale del Siam

Il sovrano Prasat Thong realizzò il Wat Chaiwatthanaram per commemorare la madre adottiva nel luogo dove sorgeva la residenza della stessa.

L’intero complesso è organizzato su un asse est-ovest, con il fiume Chao Phraya sul lato ovest.

Le strutture religiose principali sorgono su una piattaforma rettangolare sopraelevata.

L’Elemento dominante del complesso, alto circa 35 metri, è il Prang centrale. Questa torre principale rappresenta il Monte Meru, il centro dell’universo nella cosmologia buddhista.

Sui quattro angoli della piattaforma, troviamo 4 Prang minori.

Queste torri minori simboleggiano i continenti che circondano il Monte Meru.

Lungo il perimetro del complesso troviamo una galleria, originariamente coperta da un tetto, andato distrutto.

Nella galleria erano presenti 120 statue del Buddha seduto, in stucco dorato. Le statue risultano quasi tutte danneggiate. La guida ci ha spiegato che sono stati i Birmani nel 1767 a danneggiarle in cerca di oro.

Nel sito religioso si trovano numerosi chedi minori, all’esterno della piattaforma principale.

L’intero complesso è una rappresentazione simbolica dell’universo buddhista:

  • Il prang centrale simboleggia il Monte Meru (dimora degli dei).
  • I prang minori stanno ad indicare i quattro continenti che circondano il Monte Meru;
  • l fiume Chao Phraya sullo sfondo rappresenta il mare cosmico che circonda il mondo.

Il prang centrale ed i prang minori

 Wat Mahathat Ayutthaya

Il tempio è stato fondato nel 1374 sotto il re Borommaracha I, completato e ampliato da re Ramesuan.

Fu il tempio reale principale della città, vicino al Palazzo Reale.

L’elemento dominante è il prang centrale (torre khmer), circondato da stupa minori, viharn (sale di preghiera) e mondop (santuari reliquiari).

Il Prang centrale era originariamente altro oltre 40 metri, oggi in parte crollato.

Il Prang è a base quadrata con quattro scalinate cardinali.

I Viharn (sale di riunione e preghiera) sono disposti di fronte al prang centrale, orientati verso est. Hanno una struttura rettangolare con tetti multipli, sostenuti da colonne in mattoni e stucco.

I Chedi e prang minori circondano il santuario centrale in una disposizione geometrica.

I Chedi hanno lo stile caratteristico dello Sri Lanka (campaniformi) e sono alternati a torri prang minori (stile khmer). La loro funzione era quella di contenere ceneri di membri reali o monaci venerati.

Tra gli elementi distintivi del Wat Mahathat va sicuramente ricordata la Testa del Buddha intrecciata tra le radici di un albero di ficus religiosa (Bodhi tree) — uno degli elementi iconici di Ayutthaya e simbolo della fusione tra natura e sacralità.

KHAO SAN ROAD

Dall’escursione ad Ayutthaya si rientra abbastanza tardi per cui nella sera ci è rimasto il tempo per fare un giro a Khao San Road una delle vie più conosciute della città.

Questa strada originariamente era il luogo di soggiorno per gli operari che lavoravano nel commercio del riso (tanto che Khao significa proprio riso macinato).

La notorietà arrivò nell’anno 2000 quando la strada appare come il luogo di ritrovo dei backpacker nel film di Leonardo Di Caprio The Beach. E da quel momento la strada comincia ad avere una popolarità incredibile e diventa meta dei backpachers di tutto il mondo.

Inizialmente la via era nota per gli alberghi, i locali ed i ristoranti economici, ora con l’eccessiva notorietà ho notato che i prezzi non sono poi così più bassi di altre zone della città.

Nella strada regna la confusione con una marea di persone che di sera e di notte vanno per divertirsi o semplicemente per incontrare altri giovani. Nel giorno della mia visita una leggera pioggerellina ha reso più vivibile la via senza trovare quell’assembramento che avevo visto in alcuni video.

la via sotto una leggera pioggia

Sicuramente è una via per i giovani, per chi vuole trovare locali per passare la serata, per chi vuole incontrare altra gente di ogni parte del mondo.

Per i diversamente giovani come me, è una via che va sicuramente visitata, ma sicuramente non è l’attrazione principale della città.

Prendere un alloggio da queste parti va bene se si cerca la movida, se si vuole dormire in tranquillità sicuramente è preferibile alloggiare da altre parti. 

La via non è distante da alcune attrazioni turistiche della città, ma non è assolutamente vicina allo Skytrain e alla Metro per cui l’unica opzione per spostarsi che mi sentirei di consigliare è il grab.

Pubblicato da luplaytravel

Appassionato di viaggi, li organizzo dai tempi del liceo dove dedicavo molto tempo a preparare le gite scolastiche. Boomer per classe di età, ho la passione per i viaggi, meno per la creazione e gestione di un sito. Però la scelta di questo blog non è per trarci un guadagno, ma solo per condividere esperienze di viaggio che possano essere utili ad altre persone. Il blog è aperto a tutti, importante che abbiano la stessa filosofia: aiutare altri viaggiatori senza alcun rendiconto personale.